RECENSIONE INCONTRO DEL 10 MARZO 2021 DI GIULIA BENEDETTI

Questo libro pare essere piaciuto a tutti i partecipanti al gruppo di lettura.

Molte sono state le considerazioni in merito alla storia raccontata: quella di un’amicizia tra due bambine, che diventano adolescenti insieme, ambientata nel 1929, dopo la prima guerra mondiale. É un libro che rimanda a tempi molto lontani -le protagoniste a dieci anni si danno del lei-, ma molto attuale per il tema principale trattato: quello dell’amicizia.
Il testo descrive il dispiegarsi di un rapporto, quasi difficile da definirsi, perchè recupera tratti dell’innamoramento, dell’ammirazione, dell’attrattività, forse anche dell’emulazione, nei sentimenti delle due piccole protagoniste, incapaci di dare un unico  nome a quanto sentono nascere e crescere nel proprio animo.

Simone De Beauvoir tratteggia magistralmente quel prezioso sentimento assoluto dell’essere, una per l’altra, amica del cuore, descrivendo episodi ed emozioni vissute con una sorta di delicata reverenza alla segretezza dell’animo di ciascuna. Un mondo femminile, antico per le convenzioni e gli stereotipi dell’epoca da rispettare, ma attuale per il vincolo di sostegno, di aiuto e di energia che lo stare insieme comporta.

Andrée e Silvie si conoscono a scuola (scuola cattolica, ambiente formale, riservato a bambine di famiglie ”per bene”); dotate entrambe di talenti naturali, condividono la gioia della scoperta, dell’apprendimento, e si formano come donne, subendo in modo diverso il peso dell’educazione restrittiva e mortificante destinata alle giovinette della borghesia di allora. Silvie troverà infatti la sua strada di emancipazione, di autonomia, studiando e prendendo le distanze dal modello di femminilità prevalente, mentre Andrée, ottemperando alle imposizioni soprattutto materne, soccomberà a tutti i vincoli previsti per il suo genere dal ceto sociale di appartenenza, senza riuscire ad esprimere il suo elevato potenziale di anticonformismo ed originalità.

La scrittura del libro è elegante, intensa e facilita l’ingresso nella dimensione delicata dell’affetto, della corrispondenza d’animo, senza trascurare la descrizione del perbenismo e del bigottismo dell’ambiente, che fa da cornice agli eventi descritti.

Giulia Benedetti

Di seguito riportiamo il pensiero di uno dei partecipanti al GDL

Due incontri. Lo incontrai per la prima volta nell’estate del 63. Lavoravo in un’erboristeria a Venezia. Mi mantenevo gli studi. Facevo il fattorino. Lì lavoravano solo donne, tante, che si prendevano gioco di me. Mi facevano scherzi anche pesanti, insinuazioni, provocazione e tanto altro ancora. Devo ammettere che ero un po’ timido. Mi prestavo. Un giorno, faceva un caldo del diavolo, la “parona” si affacciò alla finestra che dava sul cortile. Io ero seduto sulla panchina a mangiarmi un panino, perché era la pausa pranzo. ⁃ Tony, vieni su a bere una bella aranciata fresca ! Lo feci, e me ne pentii per tutta vita. Si presentò tutta accaldata…in mutande. Cento Kili dentro. Un aspetto assatanato che non diceva niente di buono. Rifiutai, mi precipitai giù per le scale, aprii il cancello e scappai. Ero sconvolto. Lì fuori trovai un uomo, sui cinquanta, ancora più sconvolto di me. Scapigliato, occhiali spessi per un occhio solo, farfugliò: erba. Qui, signore, facciamo tisane, infusi e altre cose, ma non fumo. Si accasciò per terra e si mise a piangere. Mi faceva pena. Non potevo lasciarlo solo. Era straniero. ⁃ mi chiamo Jean Paul, sono francese. Simone è in albergo con una veneziana. C’è la siamo spassata tutta la notte. Cerco cognac e fumo. Sono un esistenzialista. ⁃ Io sono Antonio, ho 15 anni e odio le donne grasse. Lo accompagnai in albergo. Lo incontrai la seconda volta nell’autunno del 76. Stavo passeggiando in piazza San Marco quando all’improvviso mi sentii toccare la spalla. Vidi un uomo appoggiato ad un bastone bianco, malfermo su una gamba sola, un braccio penzolone fuori uso, occhiali spessi neri e mezza bocca che disse: Antonio! Era veramente malandato. Tanto. Feci fatica a riconoscerlo. Jean Paul ! Lui era appoggiato ad una donna bellissima, anche se un po’ avanti con l’età. ⁃ piacere…Simone. Mi disse tante cose che oggi non ricordo. Però una c’è l’ho stampata in testa. Aveva scritto libri un po’ noiosi, ma teneva nel cassetto un romanzo che non aveva mai pubblicato. Parlava di due amiche inseparabili. Note dell’autore: ⁃ i personaggi sono realmente esistiti. Io, Jean Paul, Simone. Anche la cicciona è vera. La veneziana è inventata. ⁃ I luoghi esistono e credetemi sono meravigliosi. I più belli al mondo. ⁃ La storia è inventata.
Antonio

PROSSIMO APPUNTAMENTO IL 14 APRILE 2021 CON AMI
di Edoardo Erba

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