RECENSIONE INCONTRO DEL 20 OTTOBRE 2021 DI GIULIA BENEDETTI

E… come sempre ho cercato di raccogliere i commenti espressi durante l’incontro.
Provo sempre emozione e rileggere gli appunti…
Un affettuoso saluto, Giulia

BREVEMENTE RISPLENDIAMO SULLA TERRA di Ocean Vuong

Un libro che non lascia indifferenti: suscita meraviglia in alcuni e resistenza in altri. Un libro innovativo, un autore che proviene dalla poesia e che disamina acutamente il linguaggio e il potere della scrittura. La traduzione del libro poi cerca di rispecchiare fedelmente le suggestioni del testo.

Queste alcune delle opinioni espresse dai partecipanti al gruppo di lettura:

  • Nella prosa tutto è unità, in questo libro tutto è frastagliato, anche lo stile, ma l’autore riesce a ricondurre il testo all’unità. La scrittura ripropone il viaggio che l’autore ha compiuto per trovarsi, e trasforma la sua esperienza di vita personale in qualcosa di universale.
  • Il libro è una poesia, che si dispiega su tutto il romanzo. Tratta temi durissimi: l’emigrazione, la diversità, ma non c’è rabbia nella loro descrizione. Il romanzo è concepito come una lunga lettera alla madre: l’autore affida se’ stesso alla scrittura, e racconta con leggerezza traumi e vicende di sofferenza.
  • Un libro che può non piacere, in cui l’autore sembra giocare troppo con alcuni temi drammatici: paternità sconosciute, guerre, immigrazioni: tanti, troppi argomenti. Troppo minuziosa la descrizione del primo rapporto sessuale. Manca completamente quella dose di riscatto sociale che spesso spinge l’immigrato a ricercare un possibile miglioramento ed un’integrazione.
  • Un libro un poco sopravvalutato. La poesia è un valore aggiunto, ma spezza il ritmo del racconto e genera più fatica nella lettura. Un libro troppo crudo che descrive le difficoltà di un animo sensibile pieno di contraddizioni. Talvolta la parola allontana dalla descrizione anziché avvicinare e viene allora da chiedersi se l’autore voglia aprirsi nei confronti del lettore o meno.
  • È stato doloroso leggerlo! Troppa carne al fuoco: l’autore ha voluto mettere dentro tutto. Ho colto fortemente il rifiuto di essere inseriti in un paese. Molti i tratti poetici, ma una certa fatica nell’ arrivare alla fine del testo.
  • Uno scrittore che scrive della sua vita può mettere nel testo quello che vuole. Questo è un libro pieno di poesia, con degli ossimori magnifici. Le descrizioni degli stati d’animo sono profonde. Un bambino con un ruolo impegnativo: mettere la mamma e la nonna a contatto con il nuovo paese in cui sono immigrati perché è l’unico a conoscere la nuova lingua. Ha ben descritto il peso dell’emarginazione e del razzismo.
  • Sconvolgente il rapporto con la società: gli episodi di bullismo, di razzismo. Sconvolgente anche il rapporto con la madre, che usa il figlio per scaricare le sue frustrazioni. Ma tutto è raccontato con leggerezza, senza acredine. Un libro da leggere.
  • Un libro bellissimo, anche se lontano dal tipo di lettura che mi piace. Non capisco la poesia, ma capivo che certe immagini descritte erano bellissime.
  • Un libro che ho letto a momenti. Segnavo delle frasi, ma ho la sensazione di non averlo letto correttamente. Ho colto diversi argomenti trattati, ma mi è parso di capire che quello principale fosse il rapporto dell’autore con la madre. Madre e figlio si assomigliano; lui è attaccatissimo alla madre, ma il troppo dolore presente nella loro relazione mi ha mescolato lo stomaco.
  • L’autore scrive una lettera per capire sè stesso. Dentro la trama c’è tutto: immigrazione, razzismo, desiderio d’integrazione, … Viene da pensare che sia la storia di una famiglia arrivata in America, ma che non ha trovato l’America, nella rappresentazione classica di un grande paese capace di offrire integrazione e benessere. Una madre ciclotimica, anche se nella famiglia l’affetto è presente. Un linguaggio poetico, ma crudo. Il primo rapporto sessuale descritto con tanta crudezza. Vien da chiedersi perché il libro sia scritto così crudemente. C’è tanta sofferenza e si potrebbe pensare che l’autore stia procedendo in avanti con la sua vita, ma che il suo sguardo sia rivolto ancora al passato.
  • Ma in questo libro l’autore ci ha raccontato davvero le sue emozioni o si è trattato di un esercizio di scrittura? Un libro pesante, faticoso, che induce a chiedersi dove mai voglia andare a parare l’autore. Il meta messaggio che ci arriva è che le regole son fatte per essere trasgredite, e ciascuno può costruire qualcosa di diverso. Uno scrittore dotato, con una capacità di uso del linguaggio encomiabile. In questo libro ha messo dentro di tutto. Scrive alla madre, ma è un artifizio, non scrive per lei. Un libro freddo. Un’ esercizio di superamento delle regole anche nella scrittura.
  • Un libro molto poetico, ma anche molto doloroso. La trama è dura perchè descrive relazioni difficili, traumi post-bellici, sofferenze, incomprensioni tra madri e figlie e figli, quasi ci fosse un’inesorabile catena l’incomprensione tra generazioni diverse all’interno di una pur ristretta famiglia. Percosse, aggressioni, l’incapacità di trovare un modo che renda comprensibili le difficoltà esistenziali che ciascun personaggio si trova ad affrontare.
  • Alcuni aspetti mi hanno particolarmente colpita: come spiegare l’identità, l’importanza della lingua, e la scoperta della diversità. La lingua è una dimensione culturale e identitaria fortissima. Non sono solo parole, ma abitudini, tradizioni, cibi, modi di relazionarsi e anche di morire diversi.
    La madre e la nonna si trovano a vivere negli USA senza conoscere la lingua e si affidano ad un bambino che frequenta la scuola primaria per svolgere un ruolo di traduzione. Emblematico l’episodio del mancato acquisto della coda di bue.
  • L’identità: la nonna è rimasta incinta a seguito di un rapporto occasionale con un soldato americano e sposa poi Paul, che però non è il nonno di Little Dog; nel testo non c’è trasparenza sul ruolo del padre di Little Dog. Una storia considerata poco importante se non merita di essere neppure menzionata…Si parla del padre solo per far sapere che picchiava la madre. Se uno si interrogasse sulla propria provenienza, potrebbe solo poter dire che viene dal Vietnam, un paese distrutto dalla guerra, dal quale la nonna, dopo la caduta di Saigon, dovette scappare con le figlie perché aveva fatto la prostituta per i soldati americani.
  • La diversità: nel libro si racconta l’abitudine di Little Dog a subire attacchi di ira, percosse, suppellettili scagliate addosso…
  • La ricerca dell’integrazione o della sopravvivenza? Little Dog scrive alla madre perché per lui è lei l’unica certezza nel suo tentativo di riappropiarsi di tutto: delle sue difficoltà, della sua sensibilità, delle sue scelte, di se’ stesso. E’ lei lo specchio parlante, capace non solo di riflettere l’immagine, ma di rendere ragione del perché si sia definita così.
  • Lo stile manifesta una certa frammentarietà, che si accentua soprattutto verso la fine, quasi a voler far capire che raccontare una storia attingendo ai ricordi non consente un procedere lineare, bensì un muoversi tortuoso, passando attraverso un territorio pericoloso, incerto e magmatico.

PROSSIMO APPUNTAMENTO
17 NOVEMBRE
ore 17:30 in presenza presso la sala del Centro Culturale Candiani- P.le Candiani 7, Mestre – nel rispetto del protocollo vigente, che prevede l’accesso di partecipanti e relatori unicamente con Green Pass e mascherina, misurazione della temperatura, registrazione (nome, cognome, numero di telefono).
Sono possibili collegamenti via zoom.

Commenteremo: Il treno dei bambini di Viola Ardone.
Dopo la discussione è previsto un book contest, per la raccolta della segnalazione dei libri da leggere nel 2022. Ogni partecipante potrà presentare brevemente un libro, che vorrebbe inserire nel programma di lettura 2022, motivandone la scelta.

Vi aspettiamo!

Ricordo a tutte le Socie che per partecipare a tutti gli eventi Fuori Limite è necessario aver prima rinnovato iscrizione a Fuori Limite per il 2021!

Per informazioni potete inviare una mail a: info@fuorilimite.it