RECENSIONE INCONTRO DEL 9 GIUGNO 2021 DI GIULIA BENEDETTI

Un libro avvincente, che è piaciuto a tutti. Di seguito vengono riportati alcuni commenti:

  • Un giallo un po’ particolare che diventa noir verso la fine; una scrittura molto fluida, “cinematografica”, che ben si presta alla sceneggiatura di un film. Una storia che cattura anche se il libro può suscitare qualche perplessità.
  • Un libro che si legge molto velocemente, perché la storia cattura l’interesse; un libro ben scritto, con un finale che riserva una sorpresa. I colloqui tra gli scrittori e le considerazioni sugli scrittori, sono un punto di forza.
  • Un libro leggero, dove non c’è da fare un percorso introspettivo di comprensione. Uno scrittore che pur avendo vinto premi prestigiosi sparisce ad un certo punto della sua vita per 20 anni non può che indurre il lettore a cercare di capire cosa sia successo. Un’isola inventata, una storia scorrevole che “ti prende” e crea una certa confusione nella successione degli eventi, un finale molto noir, … Un bel libro.
  • Un libro che si può leggere e rileggere, perché leggero, ma appassionante; una vicenda piena zeppa di tracce e di indizi che ben si presterebbe ad una trasposizione cinematografica. Un aspetto saliente è l’invenzione di un’isola, quale luogo ideale dove uno scrittore può nascondersi. Un altro aspetto di rilievo è l’ammirazione per i grandi scrittori che nella loro vita hanno scelto di isolarsi. Interessante anche la lezione sulla tecnica della scrittura e su come scrivere un romanzo. Una bella storia, anche leggera.
  • Un libro sul quale ci si può interrogare se sia piaciuto o meno. La prima parte è molto scorrevole, nella seconda parte diventa un noir, e nel procedere si ha l’impressione che siano stati utilizzati generi diversi. Sembra che la trama si sviluppi sulla base di suggestioni successive. Solo alla fine si colgono i fini collegamenti tra le parti. Molto belle le citazioni mutuate da scrittori famosi.
  • Un libro avvincente, che induce a immedesimarsi nella vicenda, aspettandosi sempre qualcosa di insolito. Il finale a lieto fine colora di “rosa” la trama. Interessanti le riflessioni sugli scrittori e su cosa significhi “scrivere”.
  • Un romanzo ben scritto, in cui l’autore dichiara il suo amore per la letteratura e per la scrittura. Ci sono tanti elementi compositivi inaspettati. Originale il cambio di prospettiva: la scrittura passa dalla prima alla terza persona. Una storia d’amore abbinata ad un macabro concatenarsi di eventi. La verità conclusiva è liberazione e condanna insieme.
  • Una lettura scorrevolissima di una storia ricca di sorprese. Un libro che soddisfa, perché avvince e fa riflettere.
  • Un libro che non è un “giallo”, ma un “romanzo”. Una storia non prevedibile. Un vero thriller, che genera emozioni forti e che talvolta disturba. Interessante il rifarsi ai grandi della letteratura.
  • Un bel thriller, con spunti interessanti di lettura. Forse il finale un po’ banale rispetto all’intera costruzione narrativa.
  • Nel libro si potrebbero individuare diversi piani di attenzione: il primo è quello della storia di Nathan Fawles e della sua misteriosa rinuncia alla scrittura, che rappresenta la trama principale del testo; un secondo piano è quello della storia dell’autore, che si intreccia in parte con quella di Fawles; un terzo piano è quello dei riferimenti letterari che aprono i vari capitoli e danno il titolo ai capitoli stessi creano una cornice di argomentazione entro la quale si svolgono poi i fatti; un altro piano è poi quello della poetica, quelle riflessioni che cercano di dare una risposta al titolo dell’epilogo: “da dove viene l’ispirazione” , quel tentativo di indagare il misterioso processo creativo inerente alla scrittura per giungere ad una plausibile forma di risposta: “tutto è potenzialmente fonte di ispirazione e materiale di finzione, ma nulla, nel romanzo, appare così come è stato visto, vissuto o appreso.” Pg.269. I diversi piani si muovono parallelamente lungo la sequenza degli accadimenti e durante la lettura può succedere di dover tornare spesso alle pagine precedenti per assicurarsi di non aver perso qualche pezzo o fatto confusione. E poi la postilla a La vita segreta degli scrittori, quella in cui Guillaume Musso, si mette a scrivere in prima persona, in qualità di scrittore fittizio, mescolando personaggi e luoghi presenti nel romanzo, e concludendo con un inaspettato lieto fine induce a ritenere di essere dentro ad una specie di labirinto, dove il divertimento consiste nel cercare una via di uscita, senza trovarla mai. Originale anche l’inserire, nello svolgersi della storia, come personaggi principali, due scrittori, uno famoso, che si è lasciato alle spalle il successo, e vive come un eremita e uno giovane, alle prime armi, che cerca un confronto sul testo che ha scritto, che è stato rifiutato da molti editori e che cerca un aiuto da parte di un indiscutibile maestro. Far pensare che il mondo degli scrittori possa annidare sanguinosi assassini, brutali colpevoli, contrasta fortemente con l’idea che solitamente abbiamo degli scrittori: uomini di penna, non di azione, ispirati dalla fantasia, ma non dall’efferatezza.
    Un libro più profondo di quello che può apparire dal semplice attenersi alla trama.

PROSSIMO APPUNTAMENTO IL 22 SETTEMBRE 2021 in modalità Zoom
Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Perrin e Finitudine di Telmo Pievani.
Ciascun partecipante potrà decidere se leggere solo uno dei libri proposti o entrambi

Ricordo a tutte le Socie che per partecipare a tutti gli eventi Fuori Limite è necessario aver prima rinnovato iscrizione a Fuori Limite per il 2021!

Per informazioni potete inviare una mail a: info@fuorilimite.it